PANE, AMORE E FANTASIA...

tutti viviamo di pane, amore "se sei fortunato" e fantasia.
lunedì, 06 ottobre 2008

"La gatta.....con gli stivali"

Acciambellata sul divano come una gatta, con il suo plaid preferito, una fumante tazza di thè verde ed un buon libro, Carol si destò dalla lettura al segnale di arrivo di un SMS. Lesse il messaggio, era la sua cara amica Rosy che le chiedeva di richiamarla appena poteva. Era praticamente impossibile. Erano le 19,30 e tra un’ora sarebbe arrivato Mirko. Avrebbero cenato e trascorso il resto del sabato sera insieme. Si erano presi quel sabato tutto per loro….. agli amici infatti avevano dato “buca”!!!!! Ed ora Rosy aveva bisogno di lei…, perché ....che era successo??? non era da lei chiamare di sabato sera…per una stupidaggine. Che succedeva???? La chiamò e le disse subito che poteva stare poco al telefono perché era in forte ritardo. Rosy scoppio in lacrime….; "ma che succede piccola?” le chiese….mentre si cominciava a spogliare per iniziarsi a preparare…ma Rosy piangeva e gridava tutto il suo dolore….. , veva scoperto che Dario la tradiva…..era disperata!!!! Ma come faceva a mollare la telefonata…? Era praticamente impossibile….!!!! Quindi mentre era al telefono e cercava di calmarla….si depilò….si mise una frizione tra i capelli….. si deterse il viso per prepararlo al trucco….insomma cercava di procedere verso la serata…continuando ad ascoltare Rosy…che piangere e parlare senza riprendere fiato…senza riuscire a calmarla. Non riusciva proprio a lasciarla ed erano già le 19,50….madre!!!! che fare???!!! A malincuore le disse che la batteria era quasi scarica e che sarebbe caduta la linea…. E clic….!!!! Mise giù…si sentì meschina….ma non poteva fare altro. Si fece la doccia…e si lavò i capelli in tutta fretta….ed appena fuori dalla doccia la richiamò….ma il telefono era occupato. Si vestì, si truccò….ma il telefono era sempre occupato….accidenti era le 20,25…..e Mirko le aveva fatto lo squillo che stava arrivando… Allora decise di chiamare l’altra loro amica ,Laura, la quale le disse che si stava recando a cena dai suoceri con Daniele ed il piccolo….ela quale non sapeva nulla, anche se aveva ricevuto il messaggio di Rosy, ma quando aveva provato a chiamarla il telefonino era sempre occupato. Carol le spiegò a grandi linee cosa era successo mentre si infilava il cappotto, sciarpa e cappello ed usci.va di casa Chiuse la porta ed aspettò l’ascensore ,invece di scendere a piede come era solita fare, per scrivere un messaggio a Rosy....visto che la linea continuava ad essere occupata. Salì in macchina e Mirko la guardò con ammirazione ed entusiasmo…”sei bellissima gattona mia….”. Andarono a cena nel loro ristorantino vicino casa e quando entrarono tutti guardarono quella “gattona con gli stivali….”, che con classe, fascino…ancheggiava tra i tavoli. E si....Carol era proprio una donna “eccitante, bella e piacente….”, infatti amava mettere in evidenza, senza mai esagerare e senza mai scendere nel volgare, la sua bellezza ed il suo “lato sexy”. Amava vestirsi sia per il “ego” che per il suo Mirko. Quella sera era molto, ma molto sexy ma non volgare appunto…anzi!!! Eppure come aveva fatto…???? Non aveva dato nessuna attenzione alla preparazione, visto che era stata per quasi tutto il tempo al telefono. Mirko, un uomo molto affascinante e piacente, era ammaliato ed “appagato” da quel modo di porsi della sua “gattona con gli stivali….”, che lui amava definire e chiamare così, in quanto Carol era veramente una gatta che amava indossare spesso gli stivali,ma  in genere la scarpa giusta al momento giusto. E quegli stivali…..quella sera erano adattissimi alla “loro serata”. Non si vedevano da molti giorni per questioni lavorative e quindi era tempo di recuperare il “tempo perso…..”. Mentre aspettavano che venissero serviti i piatti ordinati, Mirko accarezzò una gamba di Carol sotto la minigonna  che vestiva….percepì che aveva le calze autoreggenti…..con tanto di pizzo….rigorosamente nere….. che donna!!!! La sua “eleganza”…non aveva limiti. Mangiarono senza mai “perdere tempo”….e appena terminato di mangiare tornarono a casa….e mentre si dirigevano verso la macchina Carol gli disse che doveva fare una telefonata importante…cercando di spiegarli, a grandi righe, cosa era successo. Provò a chiamare Rosy ma era occupato. Arrivati a casa….fu un attimo!!!! Si ritrovarono avvinghiati…..Mirko la prese alle spalle e chianandala verso il bordo del divano, alzandola la gonnellina, si ritrovò la sua gattona con delle culotte di pizzo nero, autoreggenti e stivali alti….non potè fare altro che tirarla a se….ed in pochi minuti la penetrò, sentendola gemere con ardore…..arrivando all’orgasmo, insieme, sentendo di averla posseduta come non mai…. e…si ritrovarono sul divano ansimando, madidi di sudore e con la voglia di possedersi ancora…ed ancora durante tutta la notte…. E così fu. La sua gattona era calda, appassionata, sfrenata come nessuna altra donna che aveva incontrato e questo lo riempiva di orgoglio ,ed ogni giorno cresceva in lui il desiderio di farla sua per sempre. La mattina  seguente, appena sveglia Carol chiamò Rosy, la quale le disse che aveva capito perfettamente il momento, che aveva avuto la consolazione telefonica di Laura, per tutta la notte, mentre allattava il suo piccolo. Carol si sentì una persona fortunata perché aveva un uomo che l’amava e che la desiderava ancora….come il primo giorno, e che aveva la fortuna di vivere il vero sentimento dell’amicizia da parte delle sue amiche. Invitò Rosy e Laura per il pranzo e tutti insieme avrebbero trascorso la domenica per parlare, mangiare e perché no piangere insieme.

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martedì, 30 settembre 2008

La musica......

Carissimi amici,

dovete sapere che ascolto tutto il giorno musica. In farmacia, la radio è sempre accesa toccando ogni reparto che la compone (negozio, magazzino, segreteria, laboratorio ed amministrazione) quindi in qualsiasi luogo mi sposti l’ascolto….; ma l’ascolto anche in macchina ogni volta che la prendo,  oppure a casa mentre rassetto…..o la sera qualche volta (in quel caso anche musica classica o/o napoletana) quando non trovo niente di bello in tv, o non leggo oppure non scrivo. Milan Kundera, nel suo capolavoro “L’insostenibile leggerezza dell’essere”….diceva: “Fintanto che le persone sono giovani e la composizione musicale delle loro vita è ancora alle prime battute, essi possono scriverla in comune e scambiarsi i temi, ma quando si incontrano in età matura, la loro composizione musicale è più o meno completa, ed ogni parola, ogni oggetto, significano qualcosa di diverso nella composizione di ciascuno…………forse se fossero rimasti insieme ancora per qualche tempo, avrebbero cominciato a capire a poco a poco le parole che dicevano. I loro vocabolari si sarebbero…..avvicinati……e la musica dell’uno avrebbe cominciato ad integrarsi con la musica dell’altro”. passo che trovo meraviglioso e che sposo a pieno……; mentre M. Barbery, anche lei nel suo capolavoro “L’eleganza del riccio”…. parla della musica in tal senso “La musica è molto importante nella mia vita. Mi permette di sopportare…quel che c’è da sopportare. La musica non è solo un piacere per le orecchie, come la gastronomia lo è per il palato e la pittura per la vista. Se la mattina ascolto un po di musica è per un motivo molto banale: dare alla giornata la sua giusta intonazione.…… credo che possiamo scegliere il nostro umore perché abbiamo una coscienza dotata di diversi stadi ai quali è possibile accedere…..”, altro punto di vista che adoro e che mi ha fatto molto riflettere….., forse in modo diverso ma con la stessa intensità.

Tutta questa premessa per dirvi che la musica è parte integrante della mia vita e che ho notato, nell’ultimo anno o forse di più, che la musica leggera italiana sta tornando al passato….nel senso che molti autori, cantanti e cantautori stanno riportando in auge vecchie canzoni che hanno fatto “epoca”…ma che comunque hanno lasciato il “segno” nel panorama della nostra musica leggera. Non so se anche voi avete avuto questa mai stessa sensazione..... anche perché  credo che la “nostra melodia” si stia esaurendo…è come se le note no “potessero mettersi più in moto” o non trovassero la giusta “lega”, per produrre altri capolavori.

Ha comunicato Renzo Arbore, seguito da Massimo Ranieri con le vecchie canzoni napoletane… poi……altri fino ad errivare ai più recenti come la Pausini, con un best sellers mondiale, di una raccolta di canzoni del passato dei più grandi….; Bocelli che ha riportato alla luce “Nel silenzio”…..(scritta da Paolo Limiti negli anni 60) che ascolto sempre con molto “ardore”; Irene Grandi ha magnificamente interpretato…. “Come tu mi vuoi” della “Signora della canzone” Sua eccellenza Mina….;  come Fiorello che ha interpretato alcuni brani del passato sia di Mina che di altri…; Vasco Rossi ha “rivisitato” “Generale” di Francesco De Gregari….; ma anche moltissimi giovani stanno interpretando canzoni famose come ad esempio Giuliano Palma che ha magnificamente interpretato “Testarda io (la mia solitudine) della Zanicchi…..oppure un altro cantante esordiente che sta riproponendo “L’estate sta finendo” dei Righeira….. ma anche la nuova scommessa italiana, Giusy Ferreri, ha come cavallo di battaglia alcune di canzoni del passato, prima fra tutte “La bambola” di Patty Pravo…. e via dicendo…. ma quella che più mi è arrivata diritta al cuore…. e che mi piacerebbe interpretare…è la canzone che interpreta Fiorella Mannoia,  e che vi lascio…. perchè la trovo un vero inno all'amore....vero !!!!!   

Io che amo solo te

(di Sergio Endrigo)

C'è gente che ha avuto mille cose,
tutto il bene, tutto il male del mondo.
Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò
per cercare nuove avventure.

C'è gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù.

Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò
per cercare nuove illusioni.

C'e' gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù.

Bacio, baciotto a tutti voi Beba

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venerdì, 19 settembre 2008

"La vita il frutto....dell'amore"

Premessa: Questo racconto è un estratto di una narrazione molto più lunga che ho scritto nel 2001

“Non è possibile raggiungere l’utente”.

Era questa l’unica voce con cui Benedetta riusciva a parlare ormai da due giorni.

Aveva sentito alla TV, di quell’alluvione che aveva inondato il nord, e subito aveva cercato di mettersi in contatto con Paolo, il quale si trovava in quelle zone per un viaggio di lavoro.

Mentre metteva giù, ripensò a quando lo aveva conosciuto. Il loro era stato un incontro del tutto causale. Ricordava, con un brivido lungo la schiena, di quel pomeriggio d’autunno, di un anno prima, quando, per caso si ritrovò quel bell’uomo davanti senza saper cosa dire ma con tanta voglia di guardarlo, perché era rimasta fulminata dai suoi occhi verde mare.

Fu Paolo a rivolgerle la parola chiedendole a che piano dovesse scendere e lei quasi imbarazzata gli rispose:

“Al quarto grazie”

“Andiamo allo stesso piano” rispose lui.

Usciti dall’ascensore si avviarono verso la stessa entrata, si guardarono, e Benedetta sentì il rossore sulle guance. Lei andò verso la reception del grande ufficio, lui invece proseguì verso il corridoio centrale. Alla segretaria chiese di poter parlare con il Dott. Traviani, fu fatta accomodare per qualche minuto in sala d’attesa perché il Dottor Traviani era appena entrato, ma l’avrebbero subito annunciata.

Benedetta sentì che le gambe, per un istante, le cedettero al solo pensiero di rivedere quegli occhi verde mare che tanto l’avevano incantata.

Bussò alla porta con decisione ed entrò e si ritrovò davanti il bell’uomo dagli occhi verde mare che aveva incontrato poco prima in ascensore.

“Prego si accomodi Sig.ra..."

“Benedetta. Benedetta Ruberti, sono della Ditta ……”

“Si, si ho capito, ma prego si accomodi”.

Benedetta rimase male di quel comportamento così freddo e distaccato, eppure in ascensore aveva quasi percepito un sorriso in quel viso così austero, che ora si trovava davanti.

“Come si chiamerà? E quanti anni avrà? Sarà sposato? “ e si dava anche le risposte: “Ma certo un uomo così affascinante”.

Ad un certo punto si sentì osservata e subito tornò con i piedi per terra. Il Dott. Traviani le disse che la documentazione andava bene e che l’avrebbe sottoposta quella sera stessa alla riunione che era stata convocata con urgenza.

Betta (così la chiamavano tutti) ascoltava quasi plasmata  tanta sicurezza e preparazione che quell’uomo giovane per il suo ruolo ma vecchio nel comportamento, le stava parlando.

Tornò alla realtà quando le si avvicinò Cocke, il loro cagnolone, che Paolo aveva portato con se da quando avevano deciso di vivere insieme. Cercò di sistemare la cucina, la loro stanza ma non riusciva a distrarsi, cercò di leggere qualcosa….. ma niente, allora accese la tv ma oltre alle notizie sull’alluvione non era riuscita ad ascoltare nulla.

Si ritrovò di nuovo sul divano a pensare……, decise di fare un bagno caldo, che tanto le piaceva. Benedetta era una donna molto bella ed elegante, curava molto il suo aspetto, ma soprattutto la sua anima. Sin da ragazza, con i suoi folti capelli rame, gli occhiolini nocciola, ed un sorriso accattivante, era sempre stata molto bella e corteggiata.

Betta si immerse nella sua vasca da bagno dopo averla riempita di tanta schiuma ed aver collegato il telefono per poter rispondere immediatamente in caso avesse squillato. Restò nella vasca per molto tempo, tant'è che tornò a sognare sulla loro unione e di dinuovo un brivido le scosse la schiena. Era l’amore che sentiva per lui a farglielo provare ogni qualvolta ci pensava.

Ripensò al momento che andò via da Paolo quella sera di un anno prima. La notte non era riuscita a dormire. Il giorno dopo cercò di comportarsi come sempre, ma ogni cosa che faceva, sentiva ect, non riusciva a distrarla dal pensare a quegli occhi verde mare.

Nel tardo pomeriggio, Paolo telefonò in ufficio e Betta non riusciva a capire perché quella voce le sembrava tanto famigliare. Sentiva che il cuore le batteva forte. Mentre stava andando via dal lavoro, il capo-ufficio la chiamò dicendole che l’indomani mattina prima di arrivare in ufficio, doveva passare alla Traviani Venicola per ritirare della modulistica urgentissima. Betta non sapeva più cosa pensare. Non voleva crederci, rivederlo l’avrebbe scossa ancor di più. Andò in palestra e poi a casa dei suoi, dove almeno una volta a settimana ci tornava almeno per la cena, per non dover sentire le lamentele di sua madre. Il suo grande amore però era suo padre. Decise di parlare loro di quello che le era successo perché non  sapeva più cosa fare e pensare. Per la prima volta in vita sua non era in grado di prendere una decisione, non perché in passato fosse sempre stata decisa in tutto o perché non avesse avuto bisogno del consiglio dei suoi, ma perché questa volta sentiva che ne valeva il suo destino di donna.

Raccontò con emozione quello che le era capitato nei minimi particolari, l’ascoltarono senza interromperla, perché carpirono in lei quel qualcosa di strano che la stava tormentando da vari giorni. Quando ebbe finito di parlare si guardò intorno e solo allora si rese conto che nessuno l’aveva interrotta, che tutti l’avevano ascoltata a bocca aperta.

Fu sua madre a parlare per prima:

“Ma figliola mia, possibile che ti dovevi innamorare  di uno che sicuramente avrà una sua vita privata e che vita privata…….!!!????”

Ma quello che Betta aspettava con ansia era suo padre, il quale ascoltava senza pronunciarsi. Fu lei a chiedergli cosa ne pensava e lui di tutta risposta le disse:

“Figliola ……………l’amore non ha consigli”.

Benedetta rimase senza parole, perché pensava che la sua famiglia,…. dotata della bacchetta magica….. le avrebbe risolto il problema, invece era ancora più disorientata.

Tornò a casa che era stanchissima e si mise subito a letto. Era sicura che ormai alla soglia dei 30 anni poteva dire di aver conosciuto il vero amore. Era stata innamorata di un ragazzo che l’aveva adorata ed amata ma che era finita per sua scelta in quanto non aveva voluto impegnarsi seriamente con lui ma solo perché aveva sempre pensato di essere troppo giovane per il famoso “grande passo”.

La mattina seguente, uscì di casa in netto ritardo perché solo alle prime ore dell’alba era riuscita ad addormentarsi. Arrivò di corsa alla Traviani Venicola ritirò il plico, che era pronto per lei alla reception, e si avviò in ufficio. Nel tardo pomeriggio tornò alla Traviani Venicola per consegnare tutta la documentazione richiesta, lasciò il plico alla segretaria di Paolo perché era occupato e non poteva essere disturbato.

Delusa di non averlo rivisto ancora una volta, tornò al parcheggio quando si accorse di aver forato una ruota, cercò di non perdere la calma…….. anche perché si accorse di avere anche la batteria del telefono scarica e quindi di non poter chiamare nessuno, quindi decise di tornare indietro e chiedere di poter fare una telefonata.

Arrivò all’ascensore, salì e quando arrivò al piano, aperte le porte, si trovò davanti lui, il bell’uomo dagli occhi verdi che tanto l’aveva scossa nei giorni precedenti. No, non poteva essere lui, ancora più bello. Gli sorrise, e lui:

“Credevo non venisse più”

Benedetta allora rispose:

“Come! La documentazione l’ho consegnata alla sua segretaria, sono risalita solo per chiedere di fare una telefonata, perché ho forato una ruota della macchina”.

“Come l’ha già consegnata alla mia segretaria? E quando?” chiese lui

“Circa 10 minuti fa” rispose Betta

“Bene” disse lui, “Entriamo”

Entrò e chiese subito a Carla, la sua segretaria, del perché non gli avesse consegnato la documentazione, …..e la segretaria….. imbarazzatissima …..cercò di dire qualcosa ma lui le disse:

“Per oggi arrivederci ma ….. ci vediamo domattina nel mio ufficio alle ore 9.00”

Era da tempo che i rapporti con la sua segretaria non era più buoni, in fondo era la cugina di Marta, la donna con cui Paolo aveva rotto ormai da circa tre anni ma che dal suo mondo lavorativo non era mai uscita, era pur sempre la nipote del loro presidente nonché la figlia del loro amm.re delegato; aveva però lasciato la loro sede ma Paolo la incontrava ogni volta che c'era una riunione, un consiglio, una festa ecc.  Anche se negli ultimi tempi Marta, aveva comunicato ad accettare la situazione…. anche perché….. presa da un nuovo amore da copertina; ma Carla aveva ancora del rancore nei confronti di Paolo, forse proprio perché aveva toccato con mano il dolore che Marta aveva portato dentro di se per moltissimo tempo.

Ormai era veramente tardi….. allora Benedetta chiese di poter usare il telefono per cercare suo padre ed avvisare dei suoi amici ma lui le disse:

“Avvisi pure i suoi amici, per il resto l’accompagno io”

Betta non credeva alle sue orecchie, pensò di sognare, voleva darsi un pizzico ma non poteva. Sentiva il cuore batterle all’impazzata. Chiamò la sua amica Rosalba e le disse che non dovevano aspettarla perché era stata trattenuta al lavoro. Nel frattempo Paolo aveva esaminato la documentazione e le disse che andava bene e fece una telefonata, a quel punto Benedetta uscì dalla stanza e cominciò a guardarsi attorno.

Ad un certo punto sentì:

“Benedetta se vuole possiamo andare”

Un altro colpo,………………… si ricordava il suo nome.

Salirono in macchina senza dire una parola. Betta si sentiva impacciata, non sapeva cosa dire, dove guardare. Dove era finita tutta la sua sicurezza? Perché si sentiva così stupida ed impacciata, doveva reagire……... Fu Paolo a parlare per primo.

“Con tutto quello che è successo neanche mi sono presentato. Mi chiamo Paolo”…..e comunicarono a parlare. Arrivarono sotto casa senza che se ne rendessero conto.

Arrivata a casa Benedetta si buttò sul divano e li rimase per molto tempo ma una volta andata a letto dormì così dolcemente che la mattina seguente quando si sveglio credette di aver sognato tutta la notte.

Trascorse i giorni successivi tra lavoro, palestra, amici e famiglia  sperando in una telefonata di lui. Pensava e ripensava a lui ma non soffriva…… anzi si sentiva al settimo cielo, era consapevole di quello che le era successo. Si era innamorata e questa voglia con la voglia di amare.

Erano passati una decina di giorni quando arrivò in ufficio la comunicazione che avevano ottenuto il lavoro. Benedetta si sentì impazzire. Avrebbe rivisto il “suo Paolo”. Si è così che lo sentiva “suo”, sentiva che l’amore era alle porte……….

Con l’andare dei giorni e per varie ragioni di lavoro tornò nell’ufficio di Paolo e quando se lo trovò davanti si sentì il cuore in gola. Sentì per la prima volta “quel brivido” che l’avrebbe accompagnato per sempre ogni qualvolta lo avrebbe pensato.

Lui, questa volta, fu molto cordiale, portarono a termine il lavoro. Quando stava per uscire lui le chiese se poteva offrirle qualcosa al bar sotto l’ufficio. Lei accettò e pensò:

“E’ fatta”.

Fu così che comunicarono a frequentarsi. Lei si sentiva tanto felice e leggera. La loro relazione, comunque, almeno per ora, doveva restare segreta, visti i rapporti di lavoro.

Betta era arrivata nella vita di Paolo come una nuova luce in tanta ombre che da circa tre anni lo accompagnava, non era stato facile continuare a "vivere e lavorare" nello stesso ambiente.

Paolo era rimasto fulminato da quella donna così bella e sensuale, decisa…… ma che nello stesso tempo si sentiva a disagio, così dolce e sensibile, insomma lei lo aveva colpito proprio perché donna.

Era passata una settimana quando Paolo le aveva chiesto se per il prossimo week-end sarebbe voluta andare con lui….. in Umbria, dove aveva una bella casa di campagna, la quale in quel periodo dell’anno era molto suggestiva visti i colori dell’autunno. Lei accettò senza esitare. Aspettò con ansia quella partenza.

Partirono il venerdì dopo il lavoro. Fu bellissimo stare insieme, trascorsero un fine settimana che Betta non avrebbe mai dimenticato. Tutto le era stato complice, la casa, il lago, il camino,……. si sentiva rinata.

Passarono dei mesi ma non ne aveva parlato nessuno, suo padre le avevo chiesto qualcosa ma lei era stata nelle risposte molto evasiva. Si rese conto che per la prima volta non era stato il suo confidente. Si sentiva proprio cambiata,……………… era cresciuta,…. si sentiva veramente una donna. Ora sapeva veramente cosa voleva dalla vita…………… Voleva vivere accanto a Paolo, amarlo senza chiedergli nulla in cambio. Voleva diventare amante, moglie, amica, di quell’uomo dagli occhi verde mare che tanto l’avevano incantata, una sera di primo autunno.

Finalmente squillò il telefono e Betta rispose, dalla vasca da bagno, con il cuore in gola e sperò che fosse il suo Paolo.

”Pronto!”

“Pronto Betta, amore, sono Paolo”

“Paolo, amore mio, come stai, dove ti trovi, oh mio Dio credevo di morire”

“Amore, sono in un campo allestito da poco, sto però per ripartire, solo ora mi è stato possibile chiamarti. Durante il viaggio, appena mi sarà possibile, ti chiamerò di nuovo. Ti bacio amore mio, mi manchi. Ah dimenticavo avvisa tu la mia famiglia e di loro che sto bene.”

Betta sentiva le lacrime scenderle sul viso senza rendersene conto e non riusciva a dire nulla, lo salutò e solo quando sentì il clic della linea telefonica interrotta si accorse di piangere e di non avergli detto nulla.

Attese con ansia che lui la richiamasse. Erano circa le 21.00 quando squillò il telefono ed era Paolo.

Le disse che l’amava, che le era mancata tanto, che aveva visto la morte con gli occhi e solo in quei momenti si era reso conto che la vita…. era la vita…. che genera vita. Aveva capito che lei era stata la scossa che gli aveva ridato vita ad una nuova vita, che con lei aveva conosciuto il vero amore, la voglia di ricominciare, la spinta per andare avanti, per crescere, e di voler qualcosa di più dalla vita. Di volere una famiglia, di volere un figlio o cento per potergli insegnare, insieme, che la vita va vissuta con tutto ciò che li circonda, che li fa piangere o sorridere.

Betta ascoltò senza saper rispondere nulla, gli disse soltanto che l’amava tanto e che non vedeva l’ora di poterlo riabbracciare.

Quella sera, restata sola, pensò soltanto che “la vita …… è il frutto dell’amore”.

 

 

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lunedì, 15 settembre 2008

C'era una volta.....il sindacato!!!"

Sbaglio od il SINDACATO era nato per la tutela dei lavoratori….???? ma forse non è così…. visto che non l’ho mai considerato, appunto il sindacato, come un “organo” atto a tutelarmi…anzi l’ho sempre visto come la rovina dei lavoratori… in quanto ho sempre pensato che facessero credere ai lavoratori che il mondo del lavoro fosse nelle loro mani…invece così proprio non è….se pensiamo a tutto quello che sta succedendo con l’Alitalia…ed a come vivono e si comportano certi sindacalisti d’eccellenza……vogliamo parlare del Sig. Bertinotti…o del Sig. Cofferati….o di D’Antoni….ed altri tutti diventati dei veri e propri politici…. Beh certo la politica è una branca del sindacato…o sbaglio….!!!! E credo che non è assolutamente bello ed incoraggiante vedere il Bertinotti della situazione che da “combattente dei lavoratori” è passato a vestire con il maglioncino di cachemire che vive in uno dei palazzi del potere…..od il Cofferati che fa il “Podestà di Bologna”…..

Il Sindacato nacque con la Rivoluzione Industriale nel regno Unito alla fine 1700…..i famori “Trade-Unions”  diffondendosi rapidamente in Europa…. mentre da noi arrivò solo nel 1870….e di strada da allora se ne è fatta…..anche se con l’andare degli anni ha perso, almeno da noi, il suo valore storico ed ha sempre più preso la strada della politica….e della poca credibilità… Il Sindacato dovrebbe essere un “servizio” per tutti noi, infatti ce lo recita anche  la Costituzione Italiana all’art. 39 riportando quanto segue: “L’organizzazione sindacale è libero. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione……”  ma non è affatto così…anzi in molti posti di lavoro, ancora oggi se parli di sindacato sei additato….o visto male dal capo…e se poi il sindacato di appartenenza non è quello “giusto per colore e/o fazione”….allora il datore di lavoro è capace di farti la “guerra” e credetemi ci sono ancora e purtroppo ancora tanti. Io, però,  dicevo che al sindacato non credo per il semplice fatto che, seppur ne riconosco il valore storico e quello che dovrebbero rappresentare, e che egregiamente ha rappresentato nel passato, purtroppo molto remoto, oggi non gli riconosco la sua “vera origine ed il suo vero valore”; anche se devo ammettere che ci sono dei piccoli sindacati che il loro “dovere”….ma forse proprio perché piccoli. Se penso a quanta gente ha combattuto per poter aver diritti sacrosanti……quali orari decenti, riconoscimenti economici appropriati, età minima per lavorare….riconoscimenti del lavoro femminile…mi viene la belle d’oca al pensiero che ancora oggi dobbiamo rapportarci con sfruttamento del lavoro minorile, orari massacranti, straordinari non pagati e pagati male…festività non riconosciute, indennità varie non riconosciute….piccoli “sotterfugi” delle società per pagare meno contributi e/o compensi…..voi direte ma il sindacato cosa centra con tutto questo…????!!! centra e come…!!! perché il più delle volte quando un lavoratore si rivolge a loro….il “sindacalista di turno”…la prima cosa che chiama il datore di lavoro…e cerca una “transazione”….ma quale transazione…!!!!????? Se è un mio diritto non c’è transazione che tenga….eppure non è così; mentre sono dell'idea che se una persona non svolge il suo lavoro rispettando i suoi doveri....deve essere messo fuori senza nemmeno aver nessua "transazione" di rito...perchè sono convinta che abbiamo tanti diritti ma altrettanti doveri verso chi ci da lavoro.....

Speriamo di non avervi annoiati…ma volevo semplicemente dire la mia…visto che molte famiglia sono con il fiato sospeso e certo domattina non avranno il problema se scegliere il “maglioncino chasmire” da abbinare al porta occhiali…ma forse avranno qualche altra difficoltà…..diverse….rirei!!! magari come comprare il pane ed il latte per i loro figli….e questo, purtroppo, a mio avviso, è la situazione di troppi di noi…. oramai.

 

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lunedì, 08 settembre 2008

L'ALBA

IL SORGERE DEL SOLE….

ERA DISTANTE…….LONTANO….

MENTRE, NEL SILENZIO

DELLA NOTTE….ASCOLTAVO,

PERCEPIVO….ASSAPORAVO

IL RISCONTRO DELLA VITA…….

CHE VELOCE CI TRASPORTA……

VERSO LE SCELTE......

CHE … CI  PLASMANO… E…. CHE CI MODELLANO…

CHE CI  DISTINGUONO… E… CHE CI UGUAGLAINO

CHE CI ANNOIANO….E.. CHE CI  RALLEGRANO….

CHE CI RATRISTANO……E CI RALLEGRANO

CHE CI DIVIDONO…….E CHE CI UNISCONO…..

E…… CHE CI PERMETTONO

DI ASSAPORARE ANCORA

UN’ALTRA….ALBA

DEL NS VIVERE………

 

Baciotto a tutti Voi Beba

 

PS: Un ringraziamento speciale a tutti quelli che mi inoltrano  PVT (siete tantissimi…); siete troppo cari e gentili…mi sento onorata e gratificata sia per le confidenze che mi lasciate….sia per i mille complimenti che mi rivolgete circa la mia, a vostro dire, bellezza che riscontrate nel vedere le foto….ma grazie di cuore….. ma sono una normalissima donna……

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lunedì, 01 settembre 2008

"GLI ESAMI NON FINISCONO MAI...."

Una vecchia commedia teatrale, del 1973, scritta, interpretata e diretta egregiamente dal Maestro E. De Filippo era intitolata “GLI ESAMI NON FINISCONO MAI”. Come ben sappiamo è un vero capolavoro della cultura italiana ed è un “riscontro” della vita quanto mai attuale e perché, per quanto può sembrare assurdo, è il ns più vero quotidiano.  E’ una frase questa, che negli ultimi gg, o meglio nell’ultimo periodo, della mia vita mi torna prepotentemente in mente, e che ogni volta mi porta a pensare a come gli “attenti della vita”  sanno trarre le giuste conclusioni. Credo che il ns primo esame, nel senso lato del temine lo affrontiamo all’eta di dieci anni con la licenza elementare….poi andiamo avanti ed arriviamo all’altro esame delle scuole medie inferiori ma pur sempre scolastico….senza accorgersi che nel frattempo abbiamo già superato “un esame più grande ed importante”….ovvero che non siamo più dei bambini e che l’adolescenza ci chiede molto, in quanto ci mette davanti a delle prove che forse segneranno per sempre il ns futuro. Infatti le prime esperienze sia amorose che nel mondo dell’amicizia…fanno si che  che ci ritroviamo a fare “l’esame” del piacere alla ragazzina/o del banco accanto oppure affrontare i primi gruppi di amicizie e quindi fare le varie scelte….e capire, sempre però inconsciamente, questo è più simpatico, quello è troppo volgare….insomma fare in modo di “ritrovarsi nel giusto ambiente”….situazione questa che a volte lascia degli strascichi duri, difficili e duraturi…..ma nel frattempo siamo diventati grandi….tra una delusione e l’altra…senza aver capito ancora che “ogni gg affrontiamo degli esami” veri e propri……anzi per i più fortunati il vero esame deve ancora arrivare….ovvero l’esame di maturità…che ci darà il famoso pezzo di carta….mentre per quelli che a questo esame scolastico non sono mai arrivati…forse “l’esame vero e proprio di vita”….ed a quella età già lo conoscono molto bene ……solo che la giovane età ancora non gli permette di essere del tutto immuni….dalle “GRANDI PROVE” che ogni gg il mondo, la tua vita stessa, ti chiede e ti continuerà a chiedere per SEMPRE…. Infatti ancora oggi, alla soglia dei 40 anni…., mi chiedo sempre più spesso….ma quante altre “prove di esami” dovrò affrontare per poter dire…finalmente “mi sono laureata”…..? ho attenuto quello che volevo…. ? Non si finisce mai di “dover studiare”….mai di dover “prendere voti sufficienti” per poter essere veramente accettato per quello che sei o non per quello che gli altri vorrebbero che tu fossi….e questo, ahi me, in tutti i campi della vita, e cioè famiglia, amici, lavoro e nella vita sentimentale. In questo ultimo periodo della mia vita  mi sono soffermata molto a cercare di capire quanti “esami” mi vengono richiesti al gg e quanti ne richiedo. Madre che dramma….!!!! siamo tutti solo portati a dimostrare per poter essere accettati…per poter arrivare in alto…per poter avere una donna/uomo, per fare strada nel lavoro….per “mantenersi” l’amico/a o per essere il leader di un gruppo. Assurdo come ogni gg sul posto di lavoro per dimostrare chi sei…devi sempre guardarti con chi ti rapporti, in quanto a farti “fare le scarpe”…ci vuole un niente…o quanto meglio andare avanti sopportando ad esempio gli umori del capo, altro che “esame” od i punti di vista dei colleghi (…..come si dice: “glia amici si scelgono i colleghi si impongo….”). Passiamo al capitolo amicizia: gli amici che ogni gg ne hanno sempre una…madre!!! O quelli che ti cercano solo quando hanno bisogno di un consiglio…mentre quando non hanno problemi chi li sente….!!!! certo direte voi ma questi non sono amici…??? ma credetemi siamo così la stragrande maggioranza…..quando stiamo bene pensiamo solo a noi…ma nel momento della difficoltà cosa facciamo…? Mettiamo sotto esame il ns amico/a e che esame e se non ha le giste soluzioni per noi…..siamo anche capaci di “rivedere il ns  pensiero”…..per non parlare del fatto che più andiamo avanti e più siamo esigenti quindi “l’esame di ammissione” in un gruppo diventa veramente difficile….i gruppi molto spesso sono diventate delle vere e proprie “caste”….l’ultimo arrivato/a fa sempre una grande fatica a farsi accettare…per non parlare se è “la fidanzata/o di qualcuno del gruppo altro che “interrogazione….” le/gli si richiede addirittura “esame di maturità…..in tutte le materie”. Ma anche gli amici di “vecchia data”…a volte ti richiedono degli esami veramente difficili….Magari ti ritrovi a dover far notare un comportamento sbagliato, un modo di pensare forse un poco troppo particolare….a dover dire a un caro e vero amico…..”bhè forse il targhet di donna a cui dovresti mirare è diverso…magari dovresti essere più disposto a qualcosa di diverso……” altro che esame….!!!! rischi di passare “rimandato a settembre se non bocciato”…..perchè non si un/una vera amico/a….anzi!!!! Ed in famiglia….ne voGliamo parlare???? Quanti di noi, anche adulti, sono sempre sotto esame dei propri genitori….?quanti per poter continuare a vivere serenamente in casa devono affrontare “l’insegnante” ogni gg….. madre mia!!!!! e vi assicuro che ne conosco tanti e di varia portata….. Credo però che gli ESAMI più duri e difficili della ns vita li diamo nel mondo dell’amore…in tutte le sue sfaccettature…in tutte le sue forme e qualità….e si…. perchè credo che sia veramente arduo trovare qualcuno che non ci chieda, od a cuinoi non chiediamo, delle vere “PROVE scritte ed orali” …..o meglio dei veri e propri “esami…fino ad arrivare a delle discussioni di tesi…” per potersi “Laureare in uomo o donna della vita”. Siamo sempre più esigenti, superficiali, egoisti e non sappiamo vedere oltre “il ns naso….”, non sappiamo più capire le piccolezze e le particolarità dell’altro….nel suo rapportarsi nella vita di coppia… situazioni queste che potrebbero rendere un rapporto unico e speciale….. Non riusciamo mai a capire quando dobbiamo osare…o quando è meglio tacere…..!!!! vogliamo solo e sempre aver l’ultima parola….e spesso quell’ultima parola e così offensiva….che ti arriva diritta al cuore come una pugnalata….e non fa che crollare tutto il “castello” che ci siamo costruiti fino a quel momento. Mi chiedo e vi chiedo, perché stiamo sempre a chiedere delle “vere ed importanti prove d’amore”….? ma quanto diamo veramente nella coppia solo perché lo sentiamo veramente…? E perché lo viviamo come un dono e non perché comportandoci così rispetto a colà…ci farebbe più comodo o ci rende la vita più semplice e comoda? Credo fermamente che la vita coppia possa esistere se solo si sanno apprezzare tutte le mosse dell’altro…, magari studiandole anche per cercare di commettere meno errori possibili, ma se solo veramente ci fermiamo a  riflettere….se ci sofferma a “DARE” senza pretendere di “AVERE”……. si è vero la vita è un DO UT DES….” , quindi anche nella vita di coppia…, ma è altrettanto vero che se non si sanno apprezzare gli sforzi e le prove dell’altro allora forse faremo meglio a farci un VERO ESAME DI COSCIENZA…..che ritengo sia l’unico ed il vero ESAME che dovremmo sempre e sempre fare prima di rapportarci in ogni settore della ns vita…..perchè se saremo portati a farci gli esami di coscienza….credo fermamente che nessuno ci chiederebbe degli “esami particolari”….  Spero di non avervi annoiati…..ma la mia riflessione è frutto di un lungo periodo di cambiamenti….e di situazioni diverse…che mi stanno portando sempre più verso la maturità…..quella vera credo!!!!! Baciotto a presto Beba

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martedì, 26 agosto 2008

La strada......

…….Andare in moto non era stato mai il suo forte… anzi quando guidava i  motoristi in genere, con il loro “comportamento”, la infastidivano…..  si infuriava proprio perché comunque le mettevano, non proprio paura, ma non le davano la giusta stabilità. Giorgia, era salita tante volte su moto, motorini, scooter di amici e parenti vari, ma era sempre stata molto tesa ed impaurita…. eppure “in sella” allo scooter del suo Francesco, riusciva a volare… a sognare…a vivere delle vere e proprie emozioni. Lui era appassionato di moto ed in città girava anche con il freddo più “acuto” in sella al suo scooter….e lei Giorgia non aveva esitato un solo istante a trasformarsi in una piccola “centaura”, perché aveva fiducia di lui e perché comunque lui gli dava la giusta stabilità e sicurezza. Si perché alla fine le piaceva da matti salire sullo scooter di Francesco, cingerlo in vita e lasciarsi andare ai sogni più belli e veri che avesse mai fatto. Era come se cingerlo così forte, così tenacemente, così sentitamente gli trasmettesse ancora di più il suo vero amore…era come incontrarsi in un’altra dimensione. Francesco era caro….sensibile, affettuoso ma anche molto deciso e forse un poco troppo permaloso ed a volte anche duro e cattivo….ma faceva parte della vita di coppia…e qualche volta non era stato affatto facile accettare i suoi modi di fare, di vivere ed il suo modo di rapportarsi nella vita stessa di coppia, che li stava portando, nonostante tutto, lontano….In sella a quello scooter qualche volta, quando il dolore era entrato tra di loro, Giorgia aveva lasciato che le lacrime corressero con loro, lungo i loro percossi per le strade che percorrevano…… magari per tornare a casa……o per raggiungere un luogo di svago…e si perché “a cavallo” di quello scooter era come se ritrovasse la forza per dar sfogo a tutte le sue emozioni…. Era cresciuta pensando che la vita potesse offrirti tante strade da percorrere….ma non aveva ben inteso con quali mezzi e con quali risorse. Oggi, però che aveva accanto Francesco…e che la vita le stava chiedendo il resoconto, il bilancio del suo esistere - abbracciata a lui - lungo la loro strada aveva “assistito”, ad occhi aperti, al sogno che l’avrebbe portata lontano…. vivere per sempre con lui… sognando un meraviglioso matrimonio, con un abito da sposa da renderla principessa e portarla verso un orizzonte non sempre semplice…. ma sicuramente vero e sincero. Quella sera, scese dallo scooter, tolse il casco…… e sentì le lacrime agli occhi…perché incontrare gli occhi di Francesco….era ancora una volta emozionante…anche …...perchè….. aveva fatto la sua scelta di vita, aveva trovato la sua vera, importante strada…….da percorrere e ripercorrere negli anni…..con tutte le sue salite e discese. Bacio tutti Beba

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