Alberto era un uomo molto affascinate e conscio che il suo fascino aveva riscontro con il mondo femminile, era un uomo affermato nel lavoro, infatti era un'imprenditore capace e determinato e molto esigente, ma era sopratuttto un padre dolce, concreto, presente, esigente ma pronto a donarsi senza chiedere nulla in cambio. Come tutti aveva, anche lui, i suoi difetti che lo rendevano a volte "difficile" con chi gli stava accanto... era impulsivo, a volte irritabile, ma anche molto simpatico e giocoso, e se volgiamo anche snob e forse un pochino troppo pieno di se.... ma anche capace di sorridere quando meno te lo aspettavi.... Aveva ottenuto molto dalla vita, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sentimentale, ma tutto questo non era bastato a colmare quel "vuoto" che si portava dentro si se e che nonostante tutto era il "suo tallone di Achille". Le donne "gli cadevano ai suoi piedi" con molta facilità, lo facevano sentire importante, bello, affascinante, desiderato e questo per un quarantacinquenne non era poco..... ma era vero anche l'esatto contrario..... molte donne arrivavano ad odiarlo, a sentirsi ferite, quasi ragirate.... perchè lui non era capace... o meglio non voleva dare stabilità e/o sicurezza.... ma in realtà tutto questo faceva parte del "suo piano di attaco"...... Il suo unico, grande, immenso, amore era sua figlia....la quale era l'unica "donna" capacedi attirare la sua attenzione, che sapeva farlo sentire veramente importante, unico, speciale. Spesso si potrebbe pensare che anche la mamma, nella vita di un uomo, dovrebbe essere "una donna importante, unica ed irripetibile", ma nel caso di Alberto, forse non era proprio così, non ne parlava mai, e questo portava a credere che il loro rapporto non era poi così idilliaco, ed allora forse si sarebbero potuto capire molte cose di lui, del suo essere, del suo comportarsi, del suo vivere; in fondo si dice sempre che: "conoscendo un uomo.... non si dovrebbe mai sottovalutare il rapporto che quest'ultimo ha con la propria mamma" ( come del resto per una donna con il proprio padre).... ma tutto questo, ad Alberto non interessava, o meglio non se ne ponenva il problema. Nonostante il successo economico, sentimentale, una vita agiata e circondata da amici, i viaggi, i divertimenti, quando si ritrovava solo, nella sua stanza, quasi aveva paura di quella solitudine di quel silenzio che lo circondava... perchè aveva sempre sognato una casa sorridente, una famiglia unita, dei figli, che con il loro rumore e presenza potessero riempire a pieno la sua vita e quella di sua moglie, era tutto questo che lo portava a chiedersi sempre, o meglio a tormentarsi, del perchè di non essere stato in grado di portare avnati "quel nido" dove aveva sempre cercato rifugio. Il suo matrimonio, era fallito malgrado la famiglia fosse stata un punto fondamentale della sua vita. Aveva voluto e voleva ancora, una famiglia con dei figli, una famiglia unita con cui dividere le gioie ed i problemi di tutti i gg, ma nonsotante tutti i suoi buoni propositi, i suoi sforzi, l'amore importante e sconfinato per sua moglie, l'aveva persa e si era ritrovato da solo a combattere con i "suoi fantasmi" e tutto questo lo aveva "ucciso" e messo davanti ad uno "specchio". Questa tragica situazione, lo aveva portato a rimettersi in discussione in tutto e per tutto, aveva dovuto capire ed accettare le sue fragilità, ed ammettere tutti i suoi errori per cercare di ricostruire il rapporto con la sua ex molgie per poter "ritornare" da sua figlia, unico vero senso della sua vita ed aria pura per il suo respiro. Ma quel "vuoto" era sempre lì... pronto a "venir fuori prepotententemente", e non lo lasciava vivere serenamente e spensieratamente. Si circondava quindi di donne di ogni genere, sempre pronte a concedersi senza tanti giri di parole e tutto questo gli dava la sensazione, almeno momentanea, che quel vuoto si colmasse. Era arrivato a pensare che forse la donna con cui dividere una serata non doveva essere poi così bella, piacente, così magra e perchè no così giovane, infatti diceva, ai suoi amici: "sapete se nella vita riuscite a trascorrere una serata con una donna non bella, o morbidosa, o non più giovanissima allora vuol proprio dire che sei padrone di te stesso". Fortunanatamente, "il lavoro dentro di se", la volgia di capire, di crescere di avere di più, il desiderio di riscatto e di rivalsa non cessò e lo portò a capire e cercare di dirigersi verso una nuova dimensionedi vita. Alberto come amava ripetere lui stesso, aveva fatto tanti passi..... "i miei passi".... che lo avevano portato a sbagliare ma anche a fermarsi, a riflettere ed a pensare che la vita non può essere soltanto un guardarsi intorno, un cercare di vivere bene, di avere un posto importante in società, ma era e doveva essere un "passaggio" per poter donare vita e lasciare un'impronta importante di se, e che con gli anni non si andasse perdendo ma che lasciasse un segno indelebile di se in chi lo avrebbe veramente vissuto ed amato. Aveva finalmente compreso che quel vuoto poteva e doveva essere colmato donando amore vero, puro, incondizionato facendo "i porpri passi" gg per gg, per arrivare a lasciare tracciato un tragitto di vita a sua figlia ora ed a chi arriverà poi....
bacio a tutti Beba
