Erano trascorsi più di tre anni da quella magica sera di fine Settembre, quella sera d'amore, di vita, di speranza, di sogno, di magia, era stata una sola notte, unica, irripetibile, ma.... aveva segnato l'inizio di un grande, unico irripetibile dolore, di un forte senso di smarrimento, di una profonda delusione che Chiara aveva dovuto e voluto vivere da sola, con la sola forza dell'andare avanti e di non girarsi più indietro. Era il 28 dicembre e domani, Chiara sarebbe volata nel Mar Rosso per una settimana di mare, relax, divertimento e perchè no.... anche di qualche "follia in più". Oramai il progetto era terminato, Giovanni non lo avrebbe più incontrato e non avrebbero più dovuto lavorare insieme. Infatti prima di Natale, c'era stata l'inaugurazione del nuovo centro residenziale ed alla festa serale Chiara aveva rivisto, dopo più di tre anni, Giorgia, la quale restava sempre una bella donna, ma una donna che aveva perso quel luccicchio negli occhi che le donne "emanano" quando amano e sono amate, invece in Giorgia si percepiva quel "velo di tristezza" che glieli offuscavano. Si... aveva sposato il "suo" Giovanni, aveva un meraviglioso bambino, ma non aveva l'amore del suo Giovanni. Vederli insieme eveva confermato a Chiara quanto aveva sempre percepito dal "vivere" ogni giorno Giovanni.... ovvero che restava con lei soltanto per il piccolo Michele.... perchè Giovanni non voleva assolutamente far rivivere a Suo figlio ciò che aveva vissuto lui. In tutti quegli anni continuare a lavorare con lui, per Chiara, era stato duro, difficile, come stare in perenne apnea. La verità e la realtà avevano scaraventato Chiara in un vortice che l'aveva totalmente devastata e lasciata senza respiro, senza meta, senza la capacità di capire ed accettare. Ricordava con immenso dolore, solo lacrime e quel grido di disperazione che aveva lanciato, da sola, nella sua stanza, il giorno del loro matrimonio. Tutto questo lo aveva vissuto però con dignità, e nel silenzio della sua vita. Nessuno sapeva e nessuno doveva sapere. Lei era sola!!!! e sola doveva farcela, e da sola aveva affrontato la quotidianità e la crudele verità che il destino, ancora una volta le metteva davanti. Giovanni, naturalmente aveva cercato in tutti i modi di restare con lei, avrebbe riconosciuto il bambino ma voleva lei. Ma Chiara no..... non aveva voluto e soprattutto non avrebbe potuto accettare e lo aveva portato a ragionare... gli aveva messo davanti le loro vite....da bambini, da ragazzi, da giovani... perchè un'altro bambino avrebbe dovuto soffrire....? Chiara consoceva bene cosa avrebbe provato il piccolo e solo davanti a tale "specchio", Giovanni aveva fatto un passo indietro ed aveva accettato la realtà.... suo figlio non avrebbe sofferto come lui. Lavorare insieme ogni giorno, come abbiamo già detto, era stato come fusticarsi... ma Chiara ce l'aveva fatta, aveva evitato ogni altro contatto con lui al dì la del lavoro, anche se non era stato per niente facile. Incontrare i suoi occhi e sentirsi la "morsa" allo stomaco era un tutt'uno. I loro discorsi erano solo lavorativi, anche se Giovanni cerca va sempre di parlare di altro... e Chiara gli permetteva solo di parlare di suo figlio. In Giovanni percepiva tanta sofferenza, dolore, solitudine, coem se perdesse ogni giorno "quota" e questo la faceva soffrire m non l'abbateva anzi era quasi un monito per reagire e da renderla più forte... infatti con l'andare del tempo, lei era come se rinascesse... come se quel dolore lasciava spazio ad una serenità, tranquillità che la rendevano ogni giorno più vera, più donna, più matura, più consapevole del proprio essere. Si era resa conto che lui stava invecchiando mentre lei era pronta a rinoscere ed a credere ancora nella vita. In quegli anni la sua esistenza era scorsa tra lavoro, casa, amici, palestra, viaggi, hobbies ma nulla di più, anche se nell'ultimo periodo qualcosa era appunto cambiato, forse perchè il nuovo progetto di lavoro la stava assorbendo molto, e perchè Giovanni sarebbe uscito definitivamente dalla strada... della sua vita, o forse solo perchè era diventata una donna. Ora doveva solo preoccuparsi di preparare la valigia, fare un caldo bagno, uscire a cena con gli amici, per una pizza in tutta libertà e domani mattina, all'ora di pranzo, volare verso un nuovo lido.... e perchè no.... verso una nuova vita che alla soglia dei quarant'anni ancora avrebbe potuto farla sognare, senza però mai cancellare dal suo cuore lo "scrigno" serrato, che custodiva.... segretamente l'amore vero ed eterno di e per Giovanni.
Bacio a tutti a presto :-) Beba
